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31.08.18

Billet Box Vapor

Negli USA, patria delle "cose compatte" già un artigiano come Reo Mods ebbe l'intuizione di prendere un dripper forandogli il pin centrale alimentandolo da una boccetta a pressione montata in una battery box meccanica, inventando la prima box bottom feeder della storia.

E un altro produttore, Billet Box Vapor ha una sua piccola intuizione: perché non inserire dentro una scatoletta tutto quanto serve per poter svapare: un tank contenente una unità di vaporizzazione (a testine prefatte o rigenerabile) un dispositivo per l’alimentazione elettrica e un dispositivo per la regolazione del voltaggio in erogazione, all’esterno visibile solo il drip tip da cui poter aspirare e il pulsante di attivazione, “annegato” nella scocca.

La costruzione della Billet Box è piuttosto semplice: una scocca metallica, due pannelli laterali e di visibile solo il pulsante di attivazione incassato nella scocca e il drip tip.
E già al primo smontaggio si riconosce uno degli aspetti più interessanti della Billet Box: gli sportelli sono facilmente rimovibili in quanto fermati da quattro magneti fissati ai loro spigoli e sostituibili con sportelli diversi, per tutti coloro che vogliono personalizzare l’aspetto della propria Billet Box.

Il drip tip è in delrin, ma anche in questo caso è possibile personalizzare il tutto utilizzando altri drip tip.

Ma l’aspetto più originale è il tank, denominato "boro": un contenitore a vaschetta con un vetrino scorrevole in un lato che, oltre che a mostrare il livello del liquido contenuto, permette di accedere all’atomizzatore alloggiato al suo interno che può essere o un blocco rigenerabile o un adattatore (detto “bridge”) che permette di utilizzare testine prefatte, quello forse più diffuso è il Comfort Bridge di Atmistique che permette l’uso di coil prefatte compatibili con il Nautilus di Aspire (ci mancherebbe….).